LE OPERE

Mutsuo - Negativo

Il dittico di Thomas Lange “Mutsuo-Negativo” del 1999-2000 appartiene ad un ampio ciclo di lavori intitolato “Chi non dimentica il passato, guarda al futuro” in cui l’artista si interroga sul significato del futuro.

Ispirandosi alle fotografie scattate al collega e compagno di vita Mutsuo Hirano, Lange ha dipinto con lo stile e la tecnica propri del suo linguaggio due ritratti in negativo. Mutuando questa idea dal mondo della foto analogica, l’artista rappresenta il suo concetto di futuro sostenendo che il negativo (presente) è una foto già scattata (passato) che preannuncia lo sviluppo successivo della pellicola e la stampa fotografica (futuro).

Grande Corallo

L’opera “Grande Corallo” di Antonio Barbieri fa parte di un corpus di lavori legati ad una ricerca recente dell’artista ed è una forma “tentacolare”, realizzata nel 2017 in alluminio verniciato e modellato a mano, acciaio e smalto.

Pop contaminato

L'arte non ha opinione perché è il linguaggio delle sensazioni, di qualsiasi materiale si serva: parole, colori, suoni o pietre.

Pop Contaminato di Lelia Cardosi è un cumulo di forme e oggetti in ceramica coloratissima, disposti liberamente a terra e dalle decorazioni stravaganti è in grado di produrre una visione che si libera dai luoghi comuni diventando qualcos’altro di indefinibile. Tutta la materia diventa così espressiva.

La materia è di per sé pregna di luoghi comuni e opinioni consolidate che l’artista deve distruggere, squarciare e dilaniare per poter produrre una visione; tutta la materia diventa così espressiva.

La civiltà e l'arte del tramandare o comunicare?

L’opera di Donato Catamo rivolge l’attenzione al mondo etrusco, dove la filosofia del saper vivere, il pensiero di libertà, l’idea del processo evolutivo e del progresso nella civiltà, per quell’epoca ne fanno un popolo sempre più avanzato sia sotto l’aspetto culturale e cultuale che tecnologico.

La tecnologia salverà l’arte? E l’arte salverà la civiltà?

Icaro

Icaro di Massimo Chioccia e Olga Tsarkova fa parte di un progetto-studio di quadri sull’arte mitologica, iniziato nel 2017.

Figlio di Dedalo e di Naucrate, schiava di Minosse, Icaro fu rinchiuso con il padre nel labirinto di Creta; fuggì volando con le ali che Dedalo aveva adattato con la cera al proprio corpo ma, avvicinatosi troppo al Sole, la cera si sciolse e cadde nel mare.

Senza Titolo

Senza titolo di Daniela Conte, (tecnica mista e collage su carta 103x120 cm), fa parte di un nuovo ciclo di lavori in cui sedimentazioni di materiali recuperati in ambienti familiari abbandonati, ricoveri infantili, luoghi del quotidiano, danno sostegno all’umanità di figure che si originano dove si annientano, in una moltitudine di ferite, elementi inquieti, sovrapposizioni di autoritratti e icone sacre del passato. Passaggi di memoria personale e usura del tempo, una stratificazione ciclica tra Vanitas, smarrimento e rinascita che svela un’identità tormentata ma dignitosa nella propria regalità.

Prima che il tempo avesse inizio e fine

La "stele" di Simone di Stefano appartiene al gruppo originario composto da sette stele, tavolette in terracotta, montate su cavalletti. Collocate dentro Spacelandia, un non luogo, contengono sopra delle iscrizioni. Il font, il carattere, che ritroviamo scritto è in realtà una risultante geometrica, una traslitterazione dall’italiano e ad ogni simbolo corrisponde una lettera del nostro alfabeto. Ogni stele ha la firma dell’architetto e i rimandi ai quadri che raccontano le vedute su Spacelandia: “prima che il tempo avesse inizio e fine”; “Exagon altera umanità solida”, “linea retta”, “superficie solida”, “orizzonti verticali”, “città ideali”, “sostanza primordiale”.

Famiglia cucina

Famiglia in cucina, di Michele Golia è un’opera realizzata in argilla tedesca ricca di manganese; la cottura in forno ad alta temperatura dà il colore marrone all’argilla. Il tema della famiglia ricorre anche in questa opera, dove c’è una forma cucchiaio, una forma forchetta e una forma coltello.

Rappresenta l’unione di maschile e femminile presenti in ogni famiglia.

Famiglia cerniera o paravento del tempo

La scultura in ferro di Michele Golia, rappresenta un paravento; l’idea è quella di rappresentare una famiglia cerniera, che si apre e si chiude poggiando sui suoi quattro punti di mobilità.

La figura maschile ha una grande e ampia apertura, ospiterebbe uno specchio, mentre la figura femminile ospiterebbe una sveglia o un orologio.

I due ragazzi, che rappresentano anch’essi il maschile e il femminile, sono contenuti al centro.

Pelle nera

In Pelle Nera di Lelia Cardosi le forme della natura sono soltanto un richiamo, un’eco, prerogativa di un linguaggio eminentemente artistico che non si riconosce nelle poetiche di matrice astratta; le trame della pelle diventano segno indefinito per un linguaggio sospeso, caratterizzato dalla provvisorietà degli elementi.

I frammenti di cose esistenti sembrano muoversi negli spazi infinitesimali, come in vastità incommensurabili, mentre accennano una mutazione, una deformazione nel campo aperto di tutte le possibilità del mutamento che le trame della materia lasciano intravedere.

Point of view

Point of view di Tiziana Nucci ci esorta a non limitarci a guardare una cosa e da un solo punto di vista ma a volgere lo sguardo e l'attenzione a ciò che ci circonda.

Guardando le cose da diverse angolazioni, il mondo potrà apparire diverso. Così come un quadro potrà rilevarsi in realtà lo specchio di una persona molto vicina a noi.

Be yourself and skin

Anche in Be yourself and skin di Tiziana Nucci

esce forte la libertà di essere sé stessi e di esprimere le proprie emozioni senza temere giudizi e pregiudizi.

L'arte si appropria non più solo di una tela ma del corpo e della pelle per diventare qualcosa di "tattile" ed immediato.

Miles Davis

Non suonare quello che c'è. Suona quello che non c'è". Miles Davis di Tiziana Nucci è un omaggio a uno dei più influenti compositori e trombettisti jazz del secolo scorso.

Jam session

Jam session di Tiziana Nucci è un richiamo a una riunione occasionale di fantasia dei chitarristi Keith Richards, Jimi Hendrix e B. B. King; in quest’opera sono ritratte solo le mani con lo scopo di improvvisare su temi scelti al momento.

A me me piace o' blues

L’opera di Tiziana Nucci si ispira a Pino Daniele ed è un omaggio al blues , genere musicale che si è diffuso nei primi anni del Novecento. Nella musica così come nell’arte sono possibili le combinazioni e gli intrecci più disparati.

Yellow

Il lavoro “Yellow” di Flavio Petricca, realizzato appositamente per la Biennale di Viterbo, è una sorta di dipinto tattile in cui il silicone giallo si espande come elemento organico su una superficie di Nylon, con effetti visivi di tipo tridimensionale che creano sensazioni di spiazzamento percettivo derivate anche dalla forma vagamente trapezoidale del supporto.

Movimenti

La serie di foto “Mo(vi)menti” di Isaco Praxolu, scattata alla stazione Termini di Roma, riflette sul tema del movimento e sull’impossibilità dello scatto fotografico di cogliere e di fermare con precisione l’attimo che sfugge.

Le immagini prodotte presentano così soggetti più a fuoco e definiti all’interno di scenari più astratti rivelando un interessante legame tra la stampa fotografica e la pittura.

Tufo portatile

In tutte le opere di Sara Spaccino il parallelepipedo, il cubo, forme dagli angoli squadrati, tagliati di netto, forme che già in sé simbolicamente racchiudono, contengono, unificano, massificano, forme statiche che nella narrazione della sua visione del mondo arrivano a rendere i protagonisti della storia “tutti uguali”.

Il volto che anima ogni blocco di tufo e la sua espressività torna a farci sentire particolari e unici. Elemento importante delle sue opere è la “bocca aperta” attraverso la bocca interiorizziamo ogni emozione. Quando le sue opere si incontrano su un palco, ecco “il coro dei tufi portatili”: dalla loro bocca nasce la melodia della terra, della vita. Se ci si pone in ascolto, la si può sentire.

Figli di una stessa terra

L’opera di Sara Spaccino rappresenta l’uguaglianza dell’essere umano; tutti i bambini del mondo sono figli di una stessa terra senza discriminazione alcuna. Il tufo rappresenta la terra, mentre le tre facce rappresentano l’essere umano.

Non ci sono distinzioni di religione, credo, politica, razza. La terra ha partorito l’essere umano così com’è.

Artemisia

Artemisia di Sara Spaccino, realizzata nel 2016 è una opera in tufo, ferro, rame e canapa.

È una icona della femminilità, della grandezza, della forza, del coraggio e del senso di ribellione della donna.

Artemisia nonostante abbia subito soprusi e violenze, ha saputo guardare avanti. L’opera è un omaggio alla donna per eccellenza.

Senza titolo

In quest’opera Susippo sviluppa una pittura materica, preziosa e attenta alla rappresentazione di forme fortemente simboliche e in grado di dischiudere significati arcaici e ancestrali.

Predominante è l’utilizzo di una materia bituminosa e in continuo mutamento.

Etruscus Souls

Etruscus Souls di Eva Ranaldi Tarantello è stata realizzata appositamente per la Biennale d’Arte, composta da nove diversi tondi distribuiti sulla parete che, come un mosaico, costruiscono l’immagine dell’Apollo di Vejo.

I nove elementi, sollecitano anche una riflessione dal multiplo all’unità, dall’universale al particolare, dal micro al macrocosmo.

Trio

L’opera di Lara Udini è realizzata con una base scura, il nome deriva dalla presenza di tre quadrati diversi che rappresentano i tre colori primari. La prima base è stata fatta con colori pieni, i dettagli schizzando su tela.

Le tre tele sono state attaccate al supporto, ogni singola tela a seconda del colore rappresenta tre emozioni diverse: il giallo una sensazione di benessere, l’arancio una sensazione di ansia per qualcosa che non si riesce a controllare.

La combinazione dei colori è stata casuale, è nata da sola, d’istinto. Il color oro richiama invece la luce, il cercare e il trovare un orizzonte definito.

Armonia e Caos

Armonia e caos di Lara Udini rappresenta due stati d’animo contrapposti: armonia è qualcosa che tranquillizza e dà serenità, caos invece crea disagio e confusione. L’opera è divisa in due parti, la parte inferiore di colore scuro, rappresenta il caos, la parte superiore con colori più chiari tendenti al giallo e all’azzurro, rappresenta l’armonia.

Al centro del dipinto ci sono le lettere A e C e un cuore spezzato, non delineato che rimane aperto e simboleggia il concetto di dualità di “armonia e caos”. Nulla è lasciato al caso, ogni singola pennellata fa parte di un designo ben preciso.

Yellow Mood

Opera realizzata da Lara Udini con la spatola, in yellow mood prevalgono colori caldi quali il giallo, l’arancio e il rosso, nonostante sia presente una parte scura. Il colore a schizzo e le pennellate completano l’opera realizzata d’istintivo, di getto. Il titolo rimanda a una sensazione intensa in cui prevalgono le tonalità del giallo.

Per creare dei rilievi all’interno della tela Lara ha introdotto gli stucchi. Si intravedono delle vie, strade che si incrociano a scacchiera creando movimento e ordine, uniformità.

Il senso che prevale è quello di ordine in una concezione dello spazio ben definito.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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